Ali di Vita Associazione Onlus dedita alla sensibilizzazione ed aiuto sui Disturbi del Comportamento Alimentare

REPORT: LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DELLA FEMMINILITÀ

Si è parlato di violenza ma anche di rinascita.

 



REPORT: LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DELLA FEMMINILITÀ


Il 9 aprile 2022 si è svolto l’evento al Centro Civico Fabio Presca organizzato dalla Città di Selvazzano Dentro in collaborazione con Ali di Vita in co-progettazione con Rete Utenti per Caso. Ci ha fatto molto piacere che all’evento abbiano partecipato, oltre a cittadini, insegnanti anche diversi presidenti di Associazioni del territorio e della Rete Utenti per Caso. 


A portare i Saluti dell’Amministrazione il Vice Sindaco Bruno Natale e il Consigliere Enrico Romanato i quali hanno posto l’attenzione su come Città di Selvazzano Dentro sia sempre presente e a fianco delle Associazioni nelle loro praticità d’intenti, tanto più Ali di Vita, con tutto il suo operati proseguito costantemente fin dall’inizio,, assecondando sempre le esigenze del territorio, e non solo, con l’ opera di sensibilizzazione e di aiuto pratico. Hanno terminato il loro intervento affermando che l’amministrazione sarà sempre a fianco e di supporto ad Ali di Vita. 


La parola è passata a Silvana Bortolami, portavoce di Rete Utenti per Caso la quale ha messo in evidenza l’importanza di fare rete, l’importanza di portare aventi incontri di promozione e divulgazione come questo e il precedente del 30 marzo anche come riflesso futuro, perché la tematica affrontata è di interesse attuale ma lo sarà anche nel futuro. Diventa così indispensabile sostenere le associazioni come Ali di Vita, che si impegnano nel promuovere incontri con i cittadini e prevenzione nelle scuole. Ha sottolineato alla fine come questi due eventi di Ali di Vita ai quali ha assistito le abbiano portato spunti, riflessioni, da valutare per una collaborazione futura, in un evento che ci si prefigge di organizzare assieme. 


La parola quindi è passata a Loredana Borgato, Presidente dell’Associazione Ali di Vita che introducendo l’evento precisa che lo stesso è una continuazione del precedente organizzato attraverso un Webinar e dedicato all’utilizzo dei social. Durante l’incontro erano stati forniti i dati di utilizzo dei social da parte di giovani ed adulti con l’obiettivo di portare una maggiore conoscenza sull’utilizzo degli stessi da parte di tutti focalizzando l’attenzione sugli aspetti positivi intesi pertanto come opportunità ma anche su alcuni pericoli o effetti collaterali di internet. Con i relatori presenti sono stati toccati diversi argomenti, la bellezza, la comunicazione, il senso critico, l’ importanza di creare un rapporto di fiducia con i figli, il dialogo con loro , ma anche l’importanza di vigilare su di loro. 


L’incontro di oggi – ha aggiunto la Presidente - si pone invece l’obiettivo di fare un escursus della femminilità e la sua esposizione sul piano storico del mito e filosofico, gli elementi che stanno alla base e le conseguenze successive di pubblicazione di foto ed altri contenuti riguardanti il corpo della donna esposti sul web. 


Si parlerà violenza di genere , di quali sono le patologie legate ai carnefici e quelle legate invece alle vittime, quali sono gli elementi che portano a tali processi mentali quali sono le conseguenze e quali possono essere le soluzioni. 


A questo punto la parola passa al Prof. Filiberto Tartaglia sociologo, semiologo, scrittore che come in ogni suo intervento stupisce per la sua cultura e capacità di interloquire con i presenti. 


Il Prof. Tartaglia esordisce spiegando come gli antichi considerassero il sacro come fondamento della loro vita, con l’agorà, le Divinità, i templi a loro dedicati, di come i sacrifici fatti per compiacere gli dèi fosse una pratica diffusa. Il sacrificio, ha continuato il Professore , però aveva un ambivalenza nel gesto, il primo era quello di immolare nell’ara l’animale prescelto e maschio, ed una volta bruciato cibarsene consumando quindi l’offerta fatta agli dèi. Lo stesso modo lo riscontriamo spesso nella storia, cambiando l’offerta sacrificale, si cominciarono a contrapporre i fratelli, Caino e Abele, Romolo e Remo ed altri fino ai giorni nostri. Gli esempi portati servivano soltanto per citare fonti storiche ma soprattutto per mettere in evidenza di come la rivalità tra fratelli, tra famiglie, tra popolazioni, ci porti alle guerre, alle incomprensioni , alla violenza assurda e fratricida. Con la sua capacità narrativa e coinvolgente il Professore ha voluto mettere in evidenza di come sin dalle origini tutto ciò sia cambiato ben poco; come il sacrificio ci sia sempre stato in qualsiasi forma, di come la violenza, da prima primordiale poi via via sempre più marcata fino ai giorni nostri in nome di una volontà superiore a noi. Ed ecco che il Professore si addentra maggiormente ai momenti attuali parlando della violenza all’interno della famiglia nella ricerca di quell’agnello sacrificale in nome di un dio diverso narrato dalla storia, il dio amore. L’incongruenza, la lapidarietà della violenza domestica porta sempre con sè antichi poteri di proprietà, di diritto di prevalenza, di diritto di consumare la vittima in nome dell’egoismo proprio. Con questo ultimo discorso il Prof. Tartaglia cede la parola alla Dott.ssa Michela Pepe psicologa clinica, psicoterapeuta, perfezionata nei Disturbi Alimentari e nei disagi giovanili


La Dott.ssa Pepe ha cominciato il discorso partendo dai giovani, parlando delle diverse problematiche vissute negli ultimi tempi, delle incongruenze famigliari dovute alle incertezze della pandemia subita, la perdita delle figure di riferimento per i giovani nell’ambito famigliare e sociale, con la conseguente superficialità nel valutare e soprattutto nel fissare obbiettivi certi e programmatici per il futuro. In questo contesto vissuto per forza di cose nel chiuso della casa, condividendo gli spazi abitativi, levando anche la socialità che per tutti, ma soprattutto per i giovani, è fonte di confronto ed apprendimento ha fatto si che tutto questo diventasse nefasto per tutti. Poi, riferendosi ai dati presentati durante l’evento del 30 marzo, è emerso come tutti, giovanissimi e adulti, durante la pandemia abbiano riversato nei social le loro attenzioni, riflessioni e attitudini, costruendo un modo diverso di comunicare . Quindi social, dad, webinar, isolamento, paure, ansie e quant’altro sono state amplificate creando nuove situazioni e nuove patologie, come l’autolesionismo, violenza verbale e violenza fisica, tutte azioni che esistevano già e che purtroppo sono notevolmente aumentate. La Dott.ssa ha continuato, riferendosi agli adulti, affermando che la violenza domestica è sempre esistita ma certamente ultimamente ha assunto livelli assurdi, cambiando dinamiche, carattere e tipo di violenza, arrivando al gesto più assoluto e assurdo. 


Le donne sono maggiormente colpite da questa forma di violenza, sia verbale che fisica, ma spera sempre che la situazione possa cambiare e che le donne possano trovare risposta alle loro richieste , essere aiutate anche per salvaguardare i figli, spesso non sanno a chi rivolgersi e temono di esporsi alla Forze Dell’Ordine per non esasperare la situazione famigliare . La Dott.ssa ha confermato che nel territorio, nel pubblico, esistono dei servizi come “Il Codice Rosa” nei Pronto Soccorso, il sostegno di associazioni e servizi sociali, ma il gesto più importante che una donna può fare in caso di violenza domestica è quella di denunciare la persona violenta sebbene la legge abbia dei limiti nella sua esecuzione tanto da sentirne fortemente il bisogno di un cambiamento radicale. Con quest’ultimo concetto la Dott.ssa Pepe ha passato la parola al Cav. Alessandro D’Angelo segretario generale della SIAP che presta servizio alla Questura di Padova nella divisione Anticrimine e prevenzione sulla violenza di genere , sui minori , anziani


Il Cav. D’Angelo ha spiegato dapprima come esista all’interno della Polizia di Stato un nucleo riservato alla sensibilizzazione sulla prevenzione di determinati fenomeni che purtroppo imperversano sempre più nella quotidianità, come bullismo, violenza di genere e violenza familiare. Questo nucleo, come afferma il Cav. D’Angelo, è impegnato nelle scuole per quanto riguarda bullismo, cyberbullismo e violenza di genere sempre nell’ambito evolutivo proprio per questo caso la Polizia di Stato ha fatto un opuscolo di prevenzione “…questo NON è AMORE” Ma si cerca di dare anche un supporto pratico a quelle donne che trovano il “coraggio” di denunciare i vari abusi subiti. Ha sottolineato inoltre come la legge non aiuti appieno chi ha subito la violenza denunciandola, confermando quanto accennato dalla Dott.ssa Pepe, la necessità che venga rivista questa legge redendola più severa per il portatore di violenza. 



Ed è arrivato il momento “testimonial” di Anna Latino. 



Spiegare la testimonianza di Anna diventa difficile per questa storia inverosimile costellata di episodi sempre negativi e brutali, di sofferenze, di cadute, di violenza, di silenzi. Ma anche di rinascita, di accettazione di sé e della maternità, che ha portato Anna a sollevare la testa sulla sua vita attraverso un percorso supportato da una figura professionale. Anna ha trovato la forza di riallacciare i rapporti con i suoi genitori, superando la severità subita da giovanissima che le aveva creato non pochi problemi con il cibo portandola verso lo sviluppo di un disturbo alimentare. Ma nella sua difficile strada Anna ha incontrato un medico specializzato nei Disturbi Alimentari che la accoglie presso una struttura per un tempo abbastanza lungo, un tempo necessario per guarire le ferite del corpo e del cuore. E’ cosi che ricomincia a vivere, trovando anche lavoro. Ma purtroppo la vita la mette di fronte ad un'altra prova difficile perché subisce violenza fisica che la segna in modo profondo. Anna fa la cosa giusta, sporge denuncia verso questo uomo senza scrupoli, aiutata riesce a superare il trauma di questa violenza facendole incontrare un compagno che a suo dire, era molto gentile, garbato, pieno di attenzioni. Una persona con la quale poter ricominciare la vita, questa volta quella vera. 


Diventa mamma di una bella bambina ma la felicità viene nuovamente interrotta quando scopre che il padre di sua figlia non è la persona che credeva ma una persona diversa, padre di un figlio avuta da un’altra donna al quale aveva fatto passare molti anni d’inferno. Per il bene di sua figlia decide di allontanarlo per sempre e di disconoscere la sua paternità dando alla figlia solo il suo cognome. Ora Anna vive con lei, ha riscoperto l’amore verso la vita, ama la natura e gli animali in particolare i cavalli, posa per book fotografici con diversi artisti fotografi (alcune foto sono state presentate durante il suo intervento) , ora ha un buon lavoro e cerca di portare in giro la sua testimonianza sui Disturbi Alimentari e sulla violenza per essere di aiuto ad altre donne, perché nessuna donna debba più soffrire tutto quello che ha sofferto lei. la sua è una voce importante di rinascita nella vita , una voce che ha emozionato tutti lasciandoci un grande messaggio di speranza. 

Grazie Anna. 



"Assieme si può"


 "Il Volontariato non ha limiti né confini"



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Associazione Ali di Vita: REPORT: LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DELLA FEMMINILITÀ
REPORT: LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DELLA FEMMINILITÀ
Si è parlato di violenza ma anche di rinascita.
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