Ali di Vita Associazione Onlus dedita alla sensibilizzazione ed aiuto sui Disturbi del Comportamento Alimentare

Cosa sono i DCA

I Disturbi del Comportamento Alimentare – Cosa sono 


I disturbi del comportamento alimentare sono una malattia molto complessa nella quale entrano in gioco aspetti di tipo non solo medico ma anche emotivo, psicologico e relazionale. Conoscere e tener conto di tutti questi aspetti nella loro complessità è di fondamentale importanza per comprendere meglio questa malattia.

I principali disturbi del comportamento alimentare sono 

l'Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa, e il BED (BingEatingDisorder). A questi poi se ne aggiungono altri che in passato venivano classificati come disturbi del comportamento alimentare NAS (non altrimenti specificati) negli ultimi anni anche loro hanno avuto un nome e la descrizione delle loro caratteristiche. Un quadro più completo sui disturbi del comportamento alimentare è reperibile sul sito del Ministero della salute, alla voce “Disturbi dell'alimentazione” (il link per raggiungere la sezione è il seguente http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=63&area=Disturbi_psichici).

L'età più frequente in cui queste malattie si manifestano è l’adolescenza anche se negli ultimi anni vi è una tendenza ad un insorgenza precoce (preadolescenza).
I disturbi del comportamento alimentare colpiscono in prevalenza le donne ma vi è una tendendenza alla malattia sempre di più anche negli uomini che sono sempre più fragili e quindi soggetti al giudizio esterno.
In questa parte del sito vorremmo fornire alcune informazioni riguardo i principali disturbi del comportamento alimentare, senza naturalmente voler sottovalutare gli altri. Cercheremo di fornire alcune informazioni ma soprattutto proveremo a dare una suggestione delle emozioni che una persona con disturbo del comportamento alimentare si trova a vivere. Ci sembra infatti importante darvi un quadro complessivo delle caratteristiche di questa patologia, in modo da far comprendere, lo speriamo, il perché di certi comportamenti e di alcune reazioni che spesso i familiari faticano a comprendere perché troppo distanti da ciò che ci si aspetterebbe. Per farlo, ossia per cercare di far capire quello che c’è dietro i disturbi del comportamento alimentare, useremo una metafora, un esempio che speriamo possa facilitare la comprensione di ciò che accade.

Chi soffre di anoressia nervosa, di bulimia nervosa, e di BED o di un altro disturbo del comportamento alimentare, è come se vivesse in un mondo diverso da quello reale. E' come se se ne andasse, lontano, ad abitare in un altro posto, un paese sconosciuto, dove ci sono regole diverse da quelle che ci sono nel mondo reale, ma che devono essere rispettate, rigorosamente, sempre e comunque. Sono regole severe, rigide, che mettono a dura prova chi le deve osservare.

Con l’anoressia nervosa il “nuovo mondo” in cui ci si ritrova diventa, almeno nella fase iniziale, un “mondo ideale”, un mondo in cui ci si sente meglio, in cui ci si sente più forti, più sicuri, con la possibilità di controllare la propria vita e quello che prima invece sfuggiva di mano. La sensazione di forza, di benessere, di controllo, derivano dal fatto di riuscire a controllare il proprio comportamento rispetto al cibo (… sono io che decido cosa e quanto mangiare … sono io che decido per la mia vita … sono io …) e di vedere sul proprio corpo dei cambiamenti che possono far star meglio (… all’inizio …).

Purtroppo la realtà è ben diversa, questa sensazione di forza e di controllo, che è talmente intensa da diventare quasi tangibile, poco alla volta viene sostituita da una cosa molto diversa, di cui si rischia di diventare schiavi, vittime: la forza della malattia e il suo controllo su chi ne è colpito.

Il resistere, il controllarsi, diventa quasi una sfida, una sfida verso sé stessi, si, una gara tra sé e sé, e quel numero sulla bilancia che continua a scendere non sarà mai abbastanza basso, come le corse, la ginnastica, il nuoto e tutto il movimento che viene fatto, non sarà mai sufficiente per lei, per la malattia che, come dicevamo, detta regole che difficilmente possono essere non rispettate.

L’impossibilità di ribellarsi prende il sopravvento, i pensieri vengono risucchiati dalla malattia, e infatti essi sono sempre li, su di lei. Pensare a come evitare i pasti, a come far si che le persone non cerchino di cambiare le cose, a come resistere. Sono pensieri sfinenti che, piano piano, tolgono le energie di chi li vive perché non rimane spazio per altro: amici, divertimenti, svaghi, sogni … cose che ognuno di noi dovrebbe avere ma che poco alla volta se ne vanno, lasciando dietro sé una scia di tristezza e solitudine.

La solitudine, ecco, un altro aspetto davvero importante e impattante dell’anoressia. In quel mondo, che sembrava ideale, non c’è nessuno: non ci sono altre persone con cui parlare (… si ha paura di non essere compresi o di essere giudicati…), non ci sono occasioni per distrarsi (… i pensieri sono sempre li, sulla malattia, non c’è tempo e spazio per altro ...), non ci sono giardini e parchi in cui divertirsi e, magari, riposare (… nemmeno la notte si può dormire serenamente …). Niente, si è soli con se stessi, o, meglio, soli con lei, con la malattia che tanto sembrava poter essere di aiuto.

Ma dove sono gli altri? Dove sono i propri genitori, i propri amici?
Loro sono qui, nel mondo reale, sono qui che cercano disperatamente di farsi ascoltare e di trovare un modo per raggiungere il proprio caro, ma non è facile, per niente.
Come si può farsi sentire da chi non riesce a sentire altro che una voce?
Come si può far capire all’altro che gli si vuole bene se quello che gli si dice è l’opposto di quello che gli dice quella voce?
Come si può farsi ascoltare se la persona a cui si vuole parlare non riconosce di avere un problema, una malattia?
Come?

Due mondi lontani, che a volte non sembra possano mai incontrarsi, tanto sono diversi tra loro. Sono però due mondi che possono ritrovarsi, che possono riavvicinarsi.
Certo, non è facile, ma è possibile. Si, perché si può lavorare per costruire un ponte, un’unione tra di loro. E’ faticoso? Si, tanto, ma si può fare, con pazienza, perseveranza e amore, si può fare, e ne vale la pena, per potersi riabbracciare nuovamente, per poter stare di nuovo assieme, diversi, cresciuti, con delle cicatrici che non si vorrebbe avere ma con tanto altro, con la voglia di andare avanti, nonostante tutto.
E per costruire quel ponte c’è bisogno di tante cose: un progetto, il materiale, i lavoratori … l’aiuto di chi può accompagnare la famiglia in quella delicata fase della propria vita, professionisti preparati e competenti, che possono davvero fare la differenza.

Con la bulimia nervosa e il BED i sentimenti sono in parte simili a quelli che si vivono con l’anoressia, perché il cibo diventa il pensiero costante di ogni ora e minuto della giornata, e in parte diversi perché a gran voce si fa sentire la vergogna per il proprio comportamento e i sensi di colpa che ne conseguono.
Il non riuscire a controllarsi di fronte al cibo fa si che ci si senta sbagliati, sporchi, come se la propria persona non valesse niente e questo a sua volta fa si che ci si chiuda sempre più in se stessi.

La paura del giudizio degli altri è enorme, come enorme è il peso che si porta senza avere alcuna colpa. Si, perché soffrire di bulimia o di BED non è una colpa, non è una cosa di cui vergognarsi, è star male, di un male che non augureremmo a nessuno.
Ammalarsi non vuol dire essere sbagliati, non vuol dire valere meno di altre persone, significa, appunto, soffrire di una malattia … soffrire ...

 E in quel mondo di cui parlavamo prima ci sono tante casette, piccole case fatte di un’unica stanza, si, un’unica stanza vuota, con un’unica finestra che non si può aprire e da cui si può solo guardare fuori, le persone che passano, senza potergli parlare, senza poterle raggiungere … perché la paura è tanta, perché la vergogna lo impedisce, perché la malattia limita la vita di chi ne è colpito.
 Però da quella casa come si è entrati si può anche uscire … la porta c’è … certo, anche in questo caso non è facile, perché è una porta che forse non si sa come fare ad aprire e perché … una volta fuori, cosa succederà?
 E’ difficile, purtroppo lo sappiamo bene, ma sappiamo anche che la fuori, al di là di quella porta, ci sono tante persone che stanno solo aspettando di vederla aprire. Hanno provato a farlo loro, ma non era possibile, era come se la porta fosse bloccata … si può aprire solo dall’interno, con quella chiave che può cambiare le cose, ridando la libertà tanto desiderata e meritata, libertà di pensare, di essere, di vivere la propria vita.


Ma quali sono le ragioni per cui una persona si ammala di un disturbo del comportamento alimentare? In realtà non c’è una sola ragione, una causa uguale per tutti. Le motivazioni per cui ci si ammala di un disturbo del comportamento alimentare possono essere diverse, come diverse sono le persone. Può trattarsi di una situazione difficile che la persona sta vivendo e di fronte alla quale si sente impreparata, spaesata, o un sentirsi inadeguato rispetto alla vita e alle sue prove.
Nella vita può succedere di dover affrontare situazioni difficili, di fronte alle quali sarebbe importante riuscire a chiedere aiuto. Purtroppo però non sempre ci si riesce, a volte infatti crediamo di poter fare a meno del sostegno degli altri e questo ci rende più vulnerabili perché l'incoraggiamento che può venire da fuori, il sostegno che possono darci gli altri, nei disturbi del comportamento alimentare, da soli non possiamo averlo. Allora può succedere che la situazione diventi ancora più pesante e che la nostra persona sia più esposta alla malattia. E' un po' come voler scalare una montagna da soli, un'impresa difficile e pericolosa, un’impresa che, se fatta in compagnia di qualcuno che può fare quel viaggio con noi, può diventare non solo più facile e meno pericoloso, ma anche più piacevole.

Per concludere vorremmo dare a tutti un messaggio di speranza: i disturbi del comportamento alimentare possono essere curati e da loro si può guarire. E’ vero, è un percorso lungo, faticoso e doloroso, un percorso che coinvolge tutti, persone malate e famiglie, ma è un percorso che si può fare, con l’aiuto dei professionisti preparati che conoscono bene i meccanismi insiti nella malattia. Tutti, sia chi soffre di queste malattie, sia i loro famigliari, hanno diritto di essere curati e supportati, tutti, hanno diritto di tornare a vivere. .

Staff Ali di Vita

Sintomi nei disturbi del comportamento alimentare: 

Distorsione dell’immagine corporea

Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra dei parametri indicati dalla comunità medica Ossessività 

Alterazioni del tono dell’umore 

Complicanze nei disturbi del comportamento alimentare

Questa è una sintesi dei numerosi cambiamenti fisici che si verificano nei disturbi del comportamento alimentare, attribuiti alla perdita di peso o alle complicazioni conseguenti alle condotte di eliminazione (vomito auto indotto e lassativi)


Modificazioni nel metabolismo corporeo conseguenti alla perdita di peso che portano alla riduzione di

  • frequenza cardiaca 
  • pressione arteriosa 
  • frequenza respiratoria 

Altri sintomi fisici includono


  • assottigliamento o secchezza dei capelli 
  • lanugo (comparsa di peluria sulla faccia, sulla schiena e alle estremità) 
  • pelle secca 
  • incapacità a riposarsi e perdita del sonno 
  • palmi delle mani e dei piedi giallo-arancio 
  • amenorrea 

Il vomito auto indotto e l’abuso di lassativi sono associati alle seguenti complicazioni fisiche 


  • ingrandimento delle ghiandole salivari 
  • erosioni dello smalto dentale 
  • carie dentali 
  • affaticamento 
  • disidratazione 
  • gonfiore addominale 
  • rigonfiamento dei piedi e delle caviglie 
  • ulcere o lacerazioni della mucosa della bocca o della gola 
  • costipazione 
  • crampi gastrici 
  • intorpidimento e formicolio degli arti 
  • capogiri debolezza 
  • svenimenti 

Sintomi severi come anomalie cardiache e danni renali sono complicazioni possibili che possono portare alla morte.

Osteoporosi (perdita della struttura o della massa ossea) è comune sia nell’AN sia nella BN. Tale complicanza può portare a numerosi problemi incluso la tendenza alle fratture e altre anomalie ossee.
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