Ali di Vita Associazione Onlus dedita alla sensibilizzazione ed aiuto sui Disturbi del Comportamento Alimentare

Convegno: “La Spudoratezza dei social” analisi e conclusioni.

Un convegno per poter portare dei punti di riflessione su quello che internet e i social offrono, ci sono zone di luce ma anche qualche ombra che abbiamo cercato di dipanare con degli esperti.



Convegno: “La Spudoratezza dei social” 


analisi e conclusioni. 




Alla presenza di un vasto pubblico eterogeno il 26 ottobre si è aperto il Convegno “La Spudoratezza (dei social)” preparato da Ali di Vita e fortemente voluto, sorretto e agevolato dalla Città di Selvazzano Dentro, con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato nell’ambito di Padova Capitale Europea del Volontariato 2020. 

Il tema in questione apre una vasta prospettiva di classificazioni, di considerazioni esposte da diversi relatori ci invita a suddividere in brevi capitoli il riassunto di questa serata che ci ha formati un po’ tutti.


La Dott.ssa Giovanna Rossi, Sindaco della Città di Selvazzano Dentro e Assessore alla Cultura, ha aperto il Convegno sottolineando l’importanza di trattare questo delicato argomento che vede al suo interno molte criticità sociali.


Assieme al Sindaco anche la Consigliera Jessica Sarli ha sottolineato l’importanza dell’attività di informazione e formazione che Ali di Vita svolge nel territorio, puntando l’attenzione in particolare al progetto nelle Scuole “ALI DI VITA E I GIOVANI”

Capitolo 1: “Superare il limite fino a diventare …Spudoratezza” 



Il Prof. Filiberto Tartaglia, (sociologo, semiologo, docente, scrittore) ha trovato un terreno fertile per la sua preparazione professionale e personale delineando con abile capacità d’oratore come questa metamorfosi del linguaggio sia lentamente, ma metodicamente, cambiata nel tempo con l’avvento di diversi mezzi di comunicazione . Attraverso le slide ha evidenziato come negli anni si sia sempre cercato di superare il limite imposto dal buon senso ponendosi agli altri con sempre maggior spettacolarità, oggi quasi una cultura del narcisismo.


Citando scrittori, epoche e ruoli sociali, il Prof. Tartaglia traccia il percorso della comunicazione partendo dagli anni 40/50 nei quali la stessa era più limitata perché trasmessa solo tramite stampa, tv o convegni, arrivando al giorno d’oggi dove l’onda d’urto dei social è alla portata di tutti.


Questo nuovo modo di comunicare però porta molte persone al superamento dei limiti, permettendo la criticità nei confronti dell’altro spesso senza cognizione di causa e con un linguaggio molte volte inaccettabile e creando anche una sorta di cultura del narcisismo.


 “Nell’era dell’evidenza e dell’immediatezza mediatiche si sono liberate e sono diventate visibili anche molte cose che prima rimanevano nascoste nell’intimità personale”. (cit. dal libro Spudoratezza)

Capitolo 2: “Le fragilità emotive…nella vita e nei social” 



La Dott.ssa Michela Pepe (psicologa, psicoterapeuta, perfezionata nei DCA e nelle problematiche adolescenziali) ha messo in evidenza la propria professionalità e bravura attingendo dalla lunga esperienza vissuta a contatto giornaliero con le problematiche adolescenziali mettendo dei paletti sui rischi e problemi che insorgono quandoi genitori non partecipano alla vita social dei figli e ignorano la loro attività online e i luoghi virtuali che frequentano. Ormai gran parte dei genitori sono informati sull’utilizzo della tecnologia ma sottovalutando il potere di influenza dei social network nei giovanissimi.


Molti giovani nella loro fragilità cercano nei social un mezzo e un modo per trovare una loro identità non conoscendone però i reali rischi affidandosi a chat private dove spesso chi crea queste chat è proprio un loro coetaneo che cerca lui stesso la propria identità.


È importante essere anzitutto un buon esempio per i ragazzi e seguirli nell’approccio ai diversi social insegnando loro che ci sono momenti adatti in cui utilizzare lo smartphone e altri in cui invece non è il caso di farlo. Se un adulto trascorre molto tempo a seguire i social non può pretendere che il bambino poi lo ascolti senza guardare il cellulare.

  Capitolo 3: “Siti Pro-Ana e Pro-Mia e…le nuove tendenze” 


Loredana Borgato, Presidente di ALI DI VITA ODV, si è soffermata su quella che è la tematica dell’ Associazione, i Disturbi Alimentari, facendo un breve intervento sui siti – social – chat private dove si incita alla Anoressia e Bulimia. Purtroppo questo fenomeno è fuori da ogni forma di controllo perché cambia continuamente la maniera di approccio tra le persone che desiderano farne parte. Da tenere in considerazione che questi canali di contatto sono quasi sempre gestiti da persone ammalate di disturbi alimentari che seguono un terribile decalogo obbligatorio che viene esteso a chiunque voglia entrare a far parte di queste chat. E’ difficile contrastare questa marea che si muove velocemente anche se ogni tanto si legge che è stata chiusa qualche chat.



L’intervento segue parlando delle “challenge” le nuove sfide che da alcuni anni imperversano nelle chat .



Il buio dell’anonimato può costituire terreno fertile per istigazioni a perpetuare comportamenti scorretti. lanciando anche delle vere e proprie social mode basate sulla THIN INSPIRATION , ispirazione al magro. Sono sfide che incitano alla magrezza estrema attraverso messaggi pubblicitari (foto esemplificative ). Queste immagini hanno sbalordito molte persone presenti incredule che possano girare messaggi così forti.


Vogliamo però passare anche un messaggio positivo, non demonizziamo il mondo del web, i social hanno anche molti lati positivi. Basti pensare all’utilizzo per motivi di lavoro, per promuovere eventi, per promuovere associazioni, campagne di sensibilizzazione.


E’ molto importare fare EDUCAZIONE ALL’UTILIZZO RESPONSABILEE CONSAPEVOLE DEL WEB perché è uno strumento fortemente presente e lo sarà sempre di più nel futuro


Capitolo 4: “I dati, i numeri per capire e…dei consigli per i genitori”

 


Simone Longato (Digital Specialist)attraverso i dati statistici ha illustrato bene le nuove mode e le piattaforme vero le quali rivolgono l’interesse i giovani d’oggi evidenziandone soprattutto le opportunità per un uso consapevole.


Ha sciorinato, con bravura e professionalità, una serie di slide contenenti numeri, proiezioni, percentuali dei social più conosciuti mettendo in evidenza anche il cambio di gusti in base alla fascia d’età.


Si è raccomandato di verificare sempre l’attendibilità della fonte quando si decide di condividere o pubblicare qualcosa nei social, facendo attenzione alle tante fake news che imperversano nel web. Il concetto di base espresso da Simone Longato è semplice, poiché i social sono pubblici è utile fornire meno dati possibili, non pubblicare nulla quando si parte per una vacanza, non inserire dati che possano portare alla residenza, non pubblicare mai foto di figli minori. Accertarsi di avere il consenso di tutti i partecipanti quando si condivide una foto dove sono presenti. Non incitare all’odio.


Alla fine ha lasciato una slide intitolata “Consigli per migliorare e rendere sicura la presenza in questi ambienti sociali”.


(Le diapositive sono a disposizione di Ali di Vita, per richiederle è necessario inviare una mail ad asso associazionealidivita@gmail.com) 


Capitolo 5: “ Cosa dice la legge?” 


Il Maresciallo Germano Zanco (Capitano della stazione dei Carabinieri di Selvazzano) ha voluto concentrare l’attenzione sulla mancanza di una normativa specifica per quanto riguarda web – social, Il Cyberbullismo non è ancora considerato reato, esiste però una normativa sia per l’aspetto civile che penale che consente di intervenire nei confronti di alcuni tipi di reato che si svolgono all’interno dei social.
Il Maresciallo ha sottolineato quanto già espresso anche dalla dottoressa Pepe : l’importanza di una azione di controllo da parte dei genitori dei giovanissimi, devono pretendere far parte dei gruppi chat/web in modo da poter visionare una tantum il contenuto. I genitori sono responsabili delle azioni dei propri figli Ha aggiunto anche la responsabilità della scuola e degli insegnanti nel caso si verifichino atti di bullismo non denunciati.
Alla fine il Maresciallo Zanco ha portato un esempio molto chiaro : una volta in caso di diffamazione la vittima veniva risarcita in base alle persone che avevano letto o sentito il messaggio. Ora con l’avvento dei social e di internet il risarcimento per diffamazione e/o divulgazione di immagini/video arriva a cifre molto elevate in quanto il web raggiunge diffusioni mondiali.
Il Maresciallo Zanco ha rafforzato maggiormente il messaggio di seguire il più possibile i figli.
Lo ringraziamo per la sua presenza Istituzionale come Forza dell’Ordine dei Carabinieri e per il suo indispensabile intervento sugli aspetti legali e penali. In Italia l’Arma dei Carabinieri lavora molto anche per contrastare le forme di bullismo e violenza nelle scuole.


Conclusione



Con l'avvento di internet, i Social, hanno dato voce ed identità a quasi 3 Miliardi di persone che quotidianamente, nel mondo, fanno uso di questa tecnologia.... Come tutte le innovazioni, all'inizio, non essendoci una legislazione che ne disciplini l'uso, spesso è terreno di scontro di pensieri e idee contrastanti, espresse con un linguaggio, a volte offensivo e volgare, al limite del nostro codice civile.


Lungi da noi fare una Crociata sull'uso corretto, ma più modestamente, ribadire che la buona educazione nell'esprimere le nostre opinioni, così come nella vita reale, dovrebbe essere il principio basilare che regola i rapporti di una Società Civile, pur nella diversità di ideologie personali. A nostro avviso sarebbe necessario a scuola una “Educazione al web”, così come una volta c’era la materia “Educazione civica”che servirebbe ancora. Ma prima di “formare” i ragazzi sarebbe bene formare i genitori, gli educatori.


Alla Prossima. 



“Il volontariato non ha limiti né confini”. 


 


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Associazione Ali di Vita: Convegno: “La Spudoratezza dei social” analisi e conclusioni.
Convegno: “La Spudoratezza dei social” analisi e conclusioni.
Un convegno per poter portare dei punti di riflessione su quello che internet e i social offrono, ci sono zone di luce ma anche qualche ombra che abbiamo cercato di dipanare con degli esperti.
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