Nel nostro primo decennale , siamo lieti di essere stati nuovamente coinvolti da Fabrizio Caron , uno dei primi soci fondatori di Ali di Vit...
Nel nostro primo decennale, siamo lieti di essere stati nuovamente coinvolti da Fabrizio Caron, uno dei primi soci fondatori di Ali di Vita e curatore di numerose mostre fotografiche dedicate ai temi sociali. La sua sensibilità, unita alla storia condivisa con la nostra associazione, rende questa nuova esposizione un momento particolarmente significativo.
Il tema della Nostalgia ci tocca profondamente. La nostalgia è un luogo silenzioso dentro di noi: un punto in cui si incontrano ricordi, desideri, paure e speranze. A volte ci riporta a ciò che abbiamo perduto, altre volte illumina ciò che stiamo ancora cercando. È un’emozione che parla di mancanze, di attese, di domande che non trovano subito risposta.
Condividiamo il testo del curatore Fabrizio Caron :
“La nostalgia in prestito"
Si può prestare la nostalgia?
Gli autori di "La nostalgia in prestito" hanno risposto a questa domanda prestando il
proprio sguardo.
"La memoria è un museo dove tutto è sempre esposto", scriveva Orhan Pamuk.
Loro hanno scelto di abitare quel museo con strumenti lenti. Fotografia analogica e anche
digitale, banco ottico, pinhole: la luce che si fa attesa. Polaroid: un unico istante che non
torna. Cyanotipia: il blu profondo che sa già di ricordo. Olio su legno, carboncino e
acquerello su cartoncino: materia che si stratifica e si schiarisce, come i ricordi che
teniamo nel tempo. Sculture di tessuto: la memoria che prende piega, peso, forma.
Ogni artista ha cercato tra le proprie opere o ne ha create di nuove. Alcune nascono
recuperando materiali antichi di famiglia e unendoli alla natura. Legni, carte, tessuti che
avevano già una storia. Frammenti di passato che diventano opera nuova. Così la
nostalgia non è solo tema: è materia stessa. È ciò che si presta quando si restituisce vita a
ciò che rischiava di essere dimenticato.
Nessuna spiegazione. Solo materia.
Ogni opera nasce dal confronto diretto con la domanda. Ogni artista ha cercato una
risposta con le mani e con la mente.
"Il passato è un paese straniero: lì le cose si vedono diversamente", scriveva Leslie Poles
Hartley.
Queste opere ci accompagnano in quel paese senza mappe. Ci aiutano a guardare
indietro senza fretta. Perché la nostalgia, quando è quella buona, non è mancanza. È
riconoscimento. È il filo sottile che lega ciò che siamo stati a ciò che siamo oggi.
Gli autori non vogliono guidare lo sguardo. Vogliono prestarlo.
Prestare un modo di stare nel ricordo con delicatezza.
Prestare il tempo necessario perché un’immagine si riveli, come si rivela un pensiero
quando non lo forziamo.
"La nostalgia in prestito" è questo: un archivio di echi gentili.
Opere che non dicono cosa sentire, ma offrono lo spazio per sentire.
E ricordano che guardare indietro, a volte, è il modo più dolce per vedere il futuro”
#assiemesipuo
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